Da piccolo avevo uno di quei libroni pieno di disegni e colori, e lo sfogliavo e lo risfogliavo. Mi ricordo che parlava di mille cose: da come si fa il vino e il pane, come sopravvivono gli animali di inverno, insegnava a contare perchè ci dovevi mettere il numero a matita di fianco a frutta che veniva sommata, e c'erano un sacco di animali. E poi una storia di una fattoria, alcuni esercizi di grammatica spicciola e un sacco di spazio per colorare.
Insomma un libro enorme, che da bambino era fondamentalmente il succo del mio sapere. Non so dire se lì sopra ho imparato a contare o a distinguere il rosso dal giallo, ma di certo molte cose mi sono rimaste (tipo un disegno di un topo morto in una trappola che quasi mi levava il sonno ma non potevo fare a meno di andarlo a vedere).
Fra le altre cose, insegnava il calendario. L'anno era diviso in due pagine affiancate, nella prima c'erano i mesi da gennaio a giugno, e nella seconda i mesi restanti. Osservandolo a librone aperto avevo tutto l'anno solare davanti. Ognuna delle due pagine era quindi divisa in 6 quadratoni, ognuno raffigurante il classico disegno del mese: febbraio carnevale, gennaio con la neve, agosto col mare eccetera.
Io, e di questo sono sicuro, i mesi (compreso il 30 giorni ha novembre con april giugno e settembre di 28 ce n'è uno tutti gli altri ne han 31) li ho imparati su queste due pagine, e ancora oggi ho lo schema mentale dell'anno solare diviso in quelle due pagine.
Per me giugno è un quadratone a fondo pagina, e da oggi si salta nella seconda pagina, si torna in alto, nel primo quadratone a sinistra della seconda pagina. Luglio.
Ed è sempre stato un passaggio poco lineare, non c'è sequenza non c'è continuità.
Altra pagina, per me iniziava l'estate.
Per me ora, è tempo di rispettare alcune promesse.
Non posso più aspettare.
5 commenti:
sospetti ma non certezze.
ad ogni modo.
invece per me il calendario è tondo!
certezze
e che poi, alice chi è?
una con enormi problemi
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