La grande guerra del '98-'99

Author: Jager_Master / Etichette:


Spinto alla rievocazione, mi sono affiorati ricordi come cadaveri dopo che le bombe di profondità dragano il mississippi.

Plop. Plop.

Madonna che immagine orrenda.

Comunque:

Lezione di Biologia.

Due ore di videocassetta con la mia prof che ci fa vedere il suo filmino della vacanza col marito. Niente sesso sfrenato, ma tante riprese di rocce magmatiche del vulcano mentre lei sorride e inquadrature spinte di radici, muschi, licheni.

Sostanzialmente è in contemporanea il fondo cosmico dell’interesse e il top of the top dell’attività ludica, sorretta sia dall’aula completamente buia sia dallo spirito goliardico et incredibilmente paziente della stessa prof.

Grande prof.

Banchi spostati, televisore sulla cattedra.

Tutti pronti, “spenga pure prof”.

Lei ha la mano sull’interruttore, io in tasca.

La guardo.

Mi guarda.

Lo sa.

Ci guarda.

Mi guarda.

(Jager, no. Pensa)

(Si prof, glielo giuro, lo sa anche lei che andrà così)

Spegne.

Riaccende di botto.

“Jager siediti” mi fa.

Io, in piedi da mezzo millisecondo, mi risiedo e rimetto in tasca la gomma.

Dall’altra parte della classe Claudio sa che è tutto rimandato di pochi secondi.

Si mette la mano sul pacco e agita il tutto come a dirmi “Puppa, stronzo”.

“Allora mettiamo bene in chiaro una cosa" ci dice mentre ci minaccia con un dito indice "o affrontate seriamente questa lezione particolare o spengo e facciamo lezione come sempre".

“no no no prof dai si stiamo bravi la metta la metta faccia partire la cassetta no dai ok ok siamo tranquilli dai jager basta si si la smetto tranquilla vada vada si dai prof" in 15 voci contemporaneamente.

Intanto arrotolo i coni di carta da lanciare con l’elastico della cartellina e mastico un armageddon di chewingum alla fragola. Un arsenale fra bocca e sottobanco. Mentalmente penso “daidaidaidaidai” mentre Marco suda continuando a tagliare i pezzi di gomma che mi fornirà a nastro. Il fatto che la lezione verta su A piuttosto che su B mi è passato di mente a bomba, praticamente non so neanche di essere in una classe. Gli occhi si sono già ambientati al buio, e ancora non è stata spenta la luce.Ho già in testa le coordinate della crapa di Claudio, di dove si sta posizionando Bomber e il resto dei bastardi.

Muovo i piedi freneticamente.

Spegnispegnispegnispegni.

Regredisco all’età infantile tempo zero. (Quarta liceo, per la cronaca)

Clic.

BAM.

Sento Bomber che tira giù una madonna grossa così. Preso in pieno, cazzo, preso in pieno! Ho quasi un’erezione, sento l’odore del napalm la mattina presto e il mio fucile è il mio migliore amico.

Intanto la prof ha rinunciato al gioco spengo-accendo-cazzio-spengo, si avvicina rassegnata a un metro dal televisore e comincia a dialogare con la prima fila composta da 3 interessati, disquisendo di lava e dei suoi scarponcini modello “madonna prof come era giovincella quell’anno, sembra un’adolescente”.

Si compiace.

Disgustoso.

Io sono già nell’angolo della classe, ho lasciato il mio banco dieci minuti fa. Seduto per terra mastico ancora i proiettili, e ho quasi un crampo alla mandibola. Ma non demordo, e lancio roba a ripetizione, quasi senza guardare.

Dal lato H dell’aula, però, Bomber non è da meno. Esperienza, Claudio dalla sua parte e tante palline di alluminio ricavate dagli involucri dei panini (valenti opzioni da controffensiva). Senza contare le zucchine grigliate di Davide.

Munizioni unte.

Bastardi.

Marco a voce alta, sprezzante del pericolo, avverte la trincea avversaria.

“Oh bastardo, chi unge muore. Sappi”.

La prof non ha inteso. Noi e loro si. Bravo Marco.

Davide se ne fotte e svuota la merenda di ogni zucchina trifolata, scavando nel contenitore che la mamma gli ha riempito con gli avanzi della cena. Una roba rivoltante. Mi sale la rabbia al solo pensiero che mi possa ungere la maglietta di olio. Nel riverbero della tv provo a scorgere la sua sagoma, ma si è nascosto il bastardo.

E' difficile prendere la mira con cura, e soprattutto colpire i merdosi. A parte il buio c'è da considerare il fatto che hanno efficienti cartelline con le quali ribattono a mò di battitori ogni tiro, con il conseguente rischio di riprendersi le proprie munizioni appiccicose sulla maglietta pulita. E poi alcuni si sono messi la sedia davanti alla faccia, una via di mezzo fra un elmo e uno scudo.

Pidocchiosi fifoni.

Vedo Bomber però, che dentro la sua mole da 92 kg non può camuffarsi. Mi alzo in piedi, sento la brezza e il brivido di essere allo scoperto. Gli sparo all’altezza della bocca una pallina 3cm di diametro di chewingum rosa avvolto nella carta trasparente. Praticamente una roba da professionisti.

Sento che gli ho fatto male.

Godo da far paura.

Dapprima reagisce con 8 bestemmie 8. Poi urla dicendo che sto esagerando e che ucciderà me e la mia famiglia o cose simili.

A questo punto la prof non può far finta di niente: fin’ora ha alzato il volume della tv a manico, ignorando i BAM e i DONG di roba che sbatte sulle pareti dietro di lei.

Santa donna. Annulla il concordato non scritto e si avvìa all’interruttore.

Dal passo e dalla sagoma che mi passa davanti nell’oscurità capisco che ha i cazzi girati. Merda, ho esagerato davvero.

In 2 secondi scarsi balzo in piedi, salto un banco e atterro storto sulla mia sedia. In quel preciso istante

CLIC

Luce.

Ho gli occhi chiusi a metà, come del resto tutta la classe. Lei col dito ancora sul pulsante sta guardando me, perché SA. Anche se non ha le prove. Io noto di essere seduto di profilo rispetto a lei e al banco: sto praticamente guardando Bomber. Tutti gli altri sono diritti. Cazzo.

“Cosa fai girato”?

Minchia, grave errore di valutazione. Seduto così sono la prova lampante dell’essere andato in giro per l’aula durante il coprifuoco.

“Scusi, ehm…è che…”

“Chi è che bestemmiava? EH? MA SIAMO IMPAZZITI?”

Bene, ha deviato subito l’attenzione. Sa che non sono io il bestemmiatore perché ho la R moscia. Puppate tutti. Il silenzio domina. Bomber sfida la rabbia della prof cercando il mio sguardo. Mi giro lentamente girando più che posso gli occhi.

Ha una mano sulla bocca dolorante e l’altra indica la tempia.

“Ma sei coglione?” mi sillaba in silenzio.

Se non spegne di nuovo entro 3 secondi credo che scoppierò a ridere. Bomber è completamente rosso di rabbia e sembra un palloncino con la barba. La sua zona è un cimitero di gomme: Marco ha sempre il braccino caldo, per fortuna, e me ne compiaccio.

Nel resto dell’aula registro con la coda dell’occhio pallottole ovunque. Noto anche una rondella di zucchina sulla lavagna.

Sul poster appeso sulla porta, Alen Boksic ha dell’olio all’altezza del collo, così come strisce di unto ovunque rivelano che la mamma di Davide ci sguazza proprio in quella maledetta bagnetta. Mi viene da vomitare, appena la prof finisce di sbraitare mi riprometto di punire l’untore. Le coordinate con la coda dell’occhio mi segnalano il porco ore 9.

“…ate silenzio completo o spengo davvero tutto e facciamo lezione”.

Mi sono perso la ramanzina, ma cazzomene, ho un compito preciso da svolgere. Marco lo sa e mi passa la sua razione di gomma da masticare. Mi impiastriccia la mano di saliva con la sua pallina rosa; non è il massimo dell’igiene ma gli leggo negli occhi complicità, speranza, tanta passione e lavoro. Ha ancora la bocca che saliva. Non posso deluderlo.

Ho un rigurgito di commozione.

La prof spegne e si ritorna in guerra.

Ecco.

Nel momento che il mondo ripiega nell’ombra, mi rimane una sola immagine nelle retine: davide in quell’attimo mi stava guardando, ricambiato come non mai. E il gioco delle immagini è da sempre così: quando cala il buio di colpo, rimane in mente impressa l’ultima cosa vista. Lui ha visto i miei occhi e quello che ho in mano.

Io ho il suo viso con la bocca distorta in una smorfia, mentre scandisce un NO silenzioso.

Invece si, e in contemporanea al dito premuto sull'interruttore faccio perno sui piedi alzandomi sprezzante. Faccio appena in tempo a registrare i suoi occhi che si muovono dal basso all'alto seguendo il mio movimento che come un provetto giocatore di baseball porto l'avambraccio dietro la testa innalzandomi sopra tutti.

I denti stretti mordono il labbro, cercando concentrazione prima del botto.

Clic.

3 commenti:

ALAN ha detto...

molto molto molto bello.
liceo fucina di idioti.

G-Man ha detto...

Where amazing appens.

Valeh ha detto...

=D