Lui attende seduto al bancone, mentre un gruppo di nonsabenechisiano là fuori circonda la Sua figura, irrorandola di frasi e sorrisi, ricevendone in risposta altrettanti. Lei ha una dentatura bellissima, anche vista da dietro la vetrinetta.
Lui attende perché la sua natura lo prevede e attende perché Lui aspetta sempre l'attimo migliore, quello (forse) un pochino più giusto del precedente. E perché vorrebbe che le prime parole fossero per due orecchie e non per uno stormo. Insomma, attende un po' il Suo "turno".
E poi La vede entrare da dietro la vetrina, aprire la porta scampanellante, togliersi gli occhiali da sole e confondersi nel vociare, trascinandosi dietro il fardello di persone, sempre sorridenti e francobollate. Battute, mani in tasca, occhi che saettano e parole spesso casuali, ma il capannello rimane solido sulle fondamenta di otto-dieci gambe.
Non riesce neanche a guardare la facce di quelle gambe, perché la Sua mente è su di Lei (gli occhi no, cercano sollievo e respiro regolare altrove).
Ascolta il gruppetto senza realmente sentire e intanto riformula mentalmente il proprio discorso e il tipo di sorriso da abbinarci.
Sorriso o serio? Opterà per l'istinto, tanto va sempre diversamente da quel che Si propone di ottenere.
Lei ha una maglietta rosa con della frutta disegnata, e delle scarpe colorate, senza lacci. Ha degli occhi enormi che sono luce blu sfrigolante per le zanzare altrui.
Pare che Lei non si sia accorta delle presenze nel locale, così che Lui decide di approfittare per buttare qualche occhiata in più.
E' bellissima.
Poi ritorna a fissare il niente, porta lo sguardo sulle travi del soffitto. Poi di nuovo un'occhiata sfuggente, tanto per.
Si, è bellissima. Come sempre.
Poi la merda piove di botto, tutta in un attimo. Lui cerca i Suoi capelli per l'ennesima volta con sguardo sfuggente e in quell'attimo vede due volti che si fissano per un istante, poi le labbra si toccano rapide lasciando sospeso il loro sorriso che non muore nascosto dal bacio. I loro occhi (i Suoi!) paiono grossi il doppio del normale e traboccano patina luccicosa, che vuol dire più di quel che si potrebbe dire.
Lui si gira rapido perché l'istinto gli ruota il cranio verso destra con le mani della censura, portandolo a fissare il fondo oltre il bancone. Ci sono un sacco di bottiglie in fila ma neanche le vede.
Guarda ma non vede, vede ma non guarda. Fisso.
(oddiooddiooddio)
Non sa che fare.
Non sa che dire.
Non sa che non fare.
Si guarda le dita.
Con i polpastrelli rotea il bicchiere, pieno di amaro per metà. Che pessima ironia.
Poi tracanna di botto, senza neanche pensarci.
(oddiooddiooddio)
Lascia cinque euro sul bancone, non pensa neanche al resto, non ha voglia nemmeno di parlare col barista. Più di tutto non sopporterebbe "aspetta che ti do il resto". Si alza a passo rapido e punta la porta.
Anzi non sopporterebbe la voce di nessuno.
Con la coda dell'occhio vede che Lo vede e Sa che Sa. In quel momento Sa che Lei Sa che Lui Sa e perché punta la porta. Lascia la mano dell'altro (avevano le mani intrecciate! Dio!) e viene verso di Lui.
Ma Lui è più rapido, tira la maniglia con la destra e gliela apre davanti al volto, così che diventi un altro ostacolo fra Lui e Lei, ed esce.
Sente che Lei sta aprendo la porta e che esce subito dietro di Lui, ma Lui è già sulla strada e percorre i ciottoli della salita dandole la schiena ad un passo insostenibile. Dando la schiena a facce e realtà.
Dice il Suo nome, non lo sente.
Ridice il Suo nome e affretta il passo.
Lui sente la propria voce rispondere "No, non ora".
Lei gli dice "fermati" e gli si piazza davanti. Ha il fiatone rapido perché ha le gambe molto più corte e ha dovuto correre di ancor di più per raggiungerlo in cima alla salita, Gli dice "fermati" quando Lui è già fermo.
Lo fissa, Lui cala gli occhi, Lei fa altrettanto.
"Senti non riesco neanche a guardarti. Scusa non ora". Poi prova a scansarla, passandole a lato. Lo blocca nuovamente, questa volta afferrandolo per il braccio. Ha una mano piccolissima.
"No aspetta, senti mi dispiace", Gli dice. Poi Le escono un paio di frasi che Lui non focalizza e che non vorrebbe sentire neanche Hugh Grant strafatto di Brandy. Hugh che fra l'altro potrebbe sbucare da un momento all'altro con una giacca primaverile appesa a due dita sulla spalla e dicendo "hey".
Lui ha un senso di nausea con blocco allo stomaco. Prova a pensare a quando ha già provato una cosa simile e questa e Gli vengono in mente le tazze roteanti di Eurodisney. Quella volta Si è sdraiato sul prato per farsi passare il vomito. Questa volta di stomaco sembra stare decisamente meglio ma ha lo stesso le tazze nella testa, e Se la sente piena per tre quarti d'acqua, senza pesce rosso.
Di solito è un tipo loquace, al limite del logorroico e vuole parlare, sempre, anche nelle situazioni orribili.
In questo caso però Si sente soffocare da rampicanti.
Pensa di avere la faccia rossa oppure bianca, non Sa.
Di sicuro non potrebbe mangiare una piadina o un pacchetto di cracker.
Lei è sempre bellissima, anche ora.
Lui non sa che pensare, e nel ciottolato c'è un sacco di sporco fra un cubetto e l'altro. Dovrebbero pulirle meglio, queste strade.
Poi Lui scuote la testa e Si ritrova al bancone, con un bicchiere di amaro in mano, e questa volta è praticamente vuoto.
Fuori c'è Lei. Non è ancora entrata ed è una bellissima giornata d'estate.
[Questo non è mai accaduto, Lui non esiste, Lei neanche. Il tutto risale lo stesso a Luglio 2010]
Rovescio
Author: Jager_Master / Etichette: Pensieri...
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7 commenti:
Ci vorrebbero gli applausi a scena aperta, quelli dei telefilm.
grazie. muy gentile :)
:(
dai, però... da luglio a ora...
hai ragione.
sto anno sabbatico comincia ad essere lunghetto :)
Bel post, bella grafica, bel tutto, baci ai pupi!
non ti leggevo da un po', ma...sei sempre il solito...semplicemnet magnifico... !
era un po' che non ti leggevo...superlativo..come sempre del resto...
ti immagino troppo impegnato nel carnevale ora per scrivere ancora....però, quando hai un attimo...SCRIVI ti prego...perche io leggendoti ...sto meglio :-*
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